Geologia del sedimentario
LABORATORY FOR PROVENANCE STUDIES
Il gruppo di ricera in Geologia del Sedimentario si occupa prevalentemente della geologia, stratigrafia e della sedimentologia della serie sedimentaria SudAlpina, della catena Himalayana, dell’Africa e dell’Asia Centrale.
L’attività del gruppo di ricerca consiste in:
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Stratigrafia della successione sedimentaria delle Alpi Meridionali (es. Garzanti E & Sciunnach D, 1997; Gaetani et al., 1998), evoluzione paleogeografica di Pangea (es. Muttoni et al., 2003), e dell’Himalaya (es. Najman Y. & Garzanti E. 2000).
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Progetto sabbie moderne: La dettagliata conoscenza petrografica e mineralogica del detrito prodotto attualmente dall’erosione dagli orogeni di tipo Alpino-Himalayano, formate da differenti ”livelli” di crosta continentale e oceanica, è cruciale per costruire modelli di provenienza che servono ad interpretare le mode detritiche di antiche successioni terrigene deposte in contesti collisionali (Garzanti et al., 2004a, 2006a, 2007a)
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Budget sedimentari: Stima del contributo sia relativo sia assoluto delle diverse unità tettoniche al budget sedimentario in un bacino idrografico (Garzanti et al., 2004b; Garzanti et al., 2005; Garzanti et al., 2006b; Garzanti et al., 2007b)
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Studio dell’evoluzione post-metamorfica e dell’esumazione in aree di catena, con particolare riferimento al sistema Alpi-Appennini stratigrafici (Malusà et al., 2005; Malusà et al., 2006). Particolare attenzione è posta all’interazione tra tettonica, processi esogeni e produzione di detrito. La ricerca svolta abbina la geologia di terreno e l’analisi mediante tracce di fissione su apatite, metodo che permette di determinare l'età di raffreddamento e la storia termica dei volumi rocciosi nell’intervallo di temperatura compreso tra 120° e 60°C (partial annealing zone).
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Studio delle associazioni e delle concentrazioni di minerali pesanti nei sedimenti attuali ed antichi (Garzanti E. & Ando` S., 2007a) in diversi contesti geodinamici (Garzanti E. & Ando` S., 2007b). Lo studio verte ad associare le suite di minerali pesanti alle rocce sorgenti e contemporaneamente ai livelli tettono-stratigrafici da cui il detrito stesso proviene. I numerosi studi condotti in questi anni in diversi luoghi del mondo (Garzanti et al. 2000, 2001, 2002, 2003) ha permesso la realizzazione dei modelli attualistici di provenienza ed analisi, utilizzabili sia per ricostruire la provenienza dei sedimenti nell’ambito dei loro bacini di alimentazione, sia per valutare il grado di alterazione superficiale e/o di impronta diagenetica rispetto alle associazioni primarie di minerali nei loro bacini deposizionale (Andò et al. 2006; Allen et al. 2008).
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Tecniche di analisi ad alta risoluzione dei minerali pesanti. Da una parte è stata avviata una linea di ricerca che consente lo studio dei minerali pesanti anche nelle frazioni più fini dei sedimenti (silt), aprendo così enormi possibilità di studio e di ricerca nei depositi marini associati ai grandi sistemi fluviali (Andò S., 2007) e alle grandi conoidi sottomarine (Fan del Bengala; conoide dell’Indo). D’altra parte si è sviluppata una tecnica d’analisi puntuale della composizione chimica dei minerali mediante spettroscopia micro-Raman (Andò S., 2007; Bersani et al in prep.). La realizzazione di una serie di data base di confronto calibrati da noi realizzati su minerali delle sabbie e dei silt in diversi contesti orogenici (Alpi e Himalaya) e di rift, (Mar Rosso-Golfo di Aden), consente oggi lo studio del chimismo dei minerali con una tecnica alternativa.




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